Amstel Gold Race 2015, gli outsider: sul Cauberg per mescolare le carte in tavola

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Dopo aver visto quelli che possono essere considerati i tre principali favoriti per l’Amstel Gold Race 2015 nella giornata di ieri, oggi proviamo ad analizzare le possibilità di atleti che offrono meno garanzie, pur avendo importanti possibilità di alzare le braccia al cielo. 

Dopo il terzi posto ottenuto alla Milano-Sanremo, Michael Matthews sembra essere riuscito a fare l’ultimo e definitivo salto di qualità. Resistente in salita, come dimostrato anche allo scorso Giro d’Italia, e veloce in volata, il suo profilo sembra perfetto per una corsa come l’Amstel. L’australiano dell’Orica-GreenEDGE potrebbe sia rispondere agli scattisti sul Cauberg sia aspettare la volata nascosto in gruppo. Deve essere pronto a capire la situazione in gara per attuare la strategia giusta. Ieri, con il secondo posto alla Freccia del Brabante, ha dimostrato ancora qualche limite sotto questo punto di vista. 

Farà coppia con Philippe Gilbert alla BMC colui che può essere considerato il grande piazzato di questo periodo storico del ciclismo mondiale: Greg Van Avermaet. Sempre tra i migliori, e spesso a podio, al belga manca ancora il grande successo. Spesso tende ad essere poco brillante tatticamente, ma le gambe girano sempre a meraviglia. Correre con Gilbert, e avere una teorica e probabile maggiore libertà concessa dagli avversari per cause di forza maggiore, potrebbe metterlo nelle condizioni di sopperire ai propri limiti. 

Per quanto visto in questa prima parte di stagione, Tony Gallopin arriva con il titolo di outsider di lusso alla settimana delle Ardenne. Dopo aver conquistato la maglia gialla al Tour dello scorso anno, anche se per una sola giornata, sembra essere entrato in una nuova dimensione come corridore e l’Amstel è il primo vero importante banco di prova per capire quanto sia cresciuto. Al Mondiale di Ponferrada dello scorso era nel gruppetto dei miglior, segno che è resistente anche sulla distanza. E vederlo vincente a Valkenburg non sarebbe una sorpresa. 

Ha iniziato a raccogliere risultati al Giro dei Paesi Baschi quel Tom Dumoulin che lo scorso anno aveva impressionato per costanza e qualità dei risultati. È la grande speranza olandese e dovrebbe correre da capitano unico della Giant-Alpecin. Atleta solido, sul Cauberg potrebbe rimanere con i primissimi per poi provare la stoccata solitaria nell’ultimi chilometro in pianura. Potrebbero fare corsa parallela Rui Costa (Lampre-Merida) e Bauke Mollema (Trek). Dotati di una conformazione fisica simile non dovrebbero essere competitivi in caso di volata. Essenziale, dunque, fare la differenza nelle fasi precedenti della corsa, oppure provare ad inventare tra la fine del Cauberg e il traguardo senza accontentarsi di una volata. Sembra avere una buona condizione di forma Sylvain Chavanel (IAM Cycling), a sua volta adatto a questa corsa. Daniel Martin (Cannondale-Garmin) e Joaquim Rodriguez (Katusha) sono probabilmente i più scalatori tra gli atleti con importanti possibilità di vittoria, ma entrambi potrebbero dire la loro avendo grande esplosività, richiesta da uno strappo come il Cauberg, relativamente breve ma molto intenso. Altri alteti da tenere d’occhio sono Tim Wellens (Lotto-Soudal), Ramunas Navardauskas (Cannondale-Garmin) , Michael Albasini (Orica-GreenEDGE), Jelle Vanendert (Lotto-Soudal), Ben Hermans (BMC), Wouter Poels, Sergio Henao e Lars Petter Nordhaug (Team Sky). 

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com 

 Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

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